Nel 1996 Nintendo sacrificò il multiplayer per i limiti del Nintendo 64. Nel 2026 un progetto fan porta dodici giocatori dentro Mario 64 direttamente dal browser.
Super Mario 64 doveva già avere Mario e Luigi nello stesso mondo. Nintendo sperimentò il multiplayer durante lo sviluppo, ma il Nintendo 64 non riusciva a gestire contemporaneamente due personaggi e ambienti tridimensionali abbastanza complessi. La soluzione fu drastica: Luigi venne eliminato. Trent’anni dopo, quella stessa idea è tornata in una forma che probabilmente nessuno nel 1996 avrebbe immaginato. Il developer Oliver Sauter ha trasformato Super Mario 64 in un’esperienza browser capace di ospitare fino a dodici giocatori contemporaneamente, con livelli condivisi, personaggi differenti, voice chat e persino videochat. Ma dietro questa follia c’è una storia di modding lunga anni.
Nintendo dovette cacciare Luigi da Super Mario 64 per mancanza di risorse. Trent’anni dopo i fan sono tornati con altri undici giocatori.
L’idea di un Super Mario 64 multiplayer non nasce dalla community. Esisteva già dentro Nintendo mentre il gioco era ancora in sviluppo. In un vecchio Iwata Asks, Yoshiaki Koizumi raccontò che uno dei primi prototipi aveva Mario e Luigi contemporaneamente nello stesso spazio tridimensionale. Il problema arrivò quando il team cominciò a costruire ambienti più complessi: l’hardware non riusciva più a sostenere ciò che Nintendo voleva ottenere e la scelta diventò, in pratica, tra mantenere Luigi oppure migliorare il mondo. Koizumi riassunse la decisione dicendo che dovettero “chiedere a Luigi di andarsene”.
Shigeru Miyamoto ha ricordato inoltre esperimenti in split screen nei quali Mario e Luigi potevano entrare separatamente nel castello e incontrarsi nei corridoi, insieme a tentativi di gestire entrambi con una singola telecamera quando si trovavano abbastanza vicini. Il multiplayer non era quindi un’idea marginale aggiunta alla fine dello sviluppo: Nintendo ci aveva realmente lavorato, salvo poi abbandonarlo quando divenne evidente che avrebbe compromesso altre parti del gioco. È questo dettaglio a rendere quasi perfetta la storia del 2026.
Il progetto diventato virale nei primi giorni di ottobre porta la firma di Oliver Sauter, conosciuto online come @olivers_tools. La sua demo permette di entrare in Super Mario 64 direttamente dal browser con fino a dodici partecipanti nello stesso mondo. I giocatori possono affrontare le missioni originali e raccogliere le stelle oppure accedere immediatamente ai livelli e utilizzare il gioco come enorme playground condiviso. La differenza rispetto a una semplice emulazione sincronizzata è sostanziale: non esiste un solo Mario controllato da tutti, ma più personaggi realmente presenti nella stessa sessione.
E infatti non si è obbligati nemmeno a interpretare dodici copie dello stesso personaggio. Tra quelli riportati dal progetto figurano Mario, Luigi, Toad, Wario, Yoshi, Donkey Kong e Bowser Jr., segnale abbastanza chiaro che l’obiettivo non è produrre una ricostruzione filologicamente perfetta del gioco originale. Alcune modalità si spingono ancora oltre: Sauter ha sperimentato persino una variante con controlli più vicini a uno shooter, mouse, WASD e armi da fuoco. A quel punto parlare semplicemente di “port di Mario 64” diventa quasi riduttivo.
La caratteristica forse più strana è però la videochat. Il progetto utilizza WebRTC per integrare audio e video dei partecipanti direttamente nella sessione, oltre alla normale chat testuale. Mario 64 diventa così una specie di chiamata Discord attraversabile: giochi, parli e puoi perfino vedere gli amici mentre qualcuno fallisce per l’ennesima volta un salto davanti al castello di Peach. È una funzione apparentemente secondaria, ma dice molto sull’obiettivo del progetto: non soltanto rendere multiplayer un vecchio platform, bensì trasformare il browser in uno spazio sociale nel quale entrare quasi senza preparazione.
Qui però serve una precisazione fondamentale. Sauter non ha creato dal nulla il multiplayer di Super Mario 64. Il progetto attuale esiste grazie a una genealogia molto più lunga costruita dalla community attraverso anni di reverse engineering. La catena passa dalla decompilazione del gioco originale ai port nativi per PC, quindi attraverso sm64ex, sm64ex-coop e infine sm64coopdx. Quest’ultimo era già un progetto multiplayer sofisticato, capace di sincronizzare giocatori, nemici, eventi e livelli, con persino un’API Lua per mod e modalità personalizzate. Il lavoro di Sauter consiste quindi soprattutto nel prendere quella enorme base tecnica e ridurre drasticamente l’attrito per l’utente.
Ed è probabilmente proprio questo a spiegare la viralità. Una mod come sm64coopdx è già impressionante, ma richiede download, file, configurazione e una certa familiarità con il mondo del modding. La filosofia della nuova versione è molto più semplice: ti mando un link, apri il browser, entri. È lo stesso principio che rende interessanti tanti progetti fan contemporanei. La vera rivoluzione per il pubblico generalista non è sempre inventare una tecnologia completamente nuova; spesso consiste nel togliere tutti i passaggi fastidiosi che impedivano a quella tecnologia di raggiungere chiunque.
Per riuscirci Sauter ha dovuto intervenire anche sull’architettura di rete. Secondo le ricostruzioni tecniche successive alla pubblicazione, la sessione di CoopDX tendeva a dipendere maggiormente da uno degli utenti, mentre questa incarnazione browser sposta parte della logica su server centrali per semplificare la connessione tra giocatori provenienti direttamente dal web. Il supporto mobile ha richiesto inoltre adattamenti all’interfaccia e ai controlli, e il progetto ha già ricevuto aggiornamenti nei giorni successivi all’esplosione online.
Nello sviluppo sono stati utilizzati anche strumenti di intelligenza artificiale, ma sarebbe profondamente scorretto descrivere il progetto come “Mario 64 multiplayer creato dall’AI”. La base è il risultato di anni di lavoro umano su decompilazione, porting e networking. L’AI è stata utilizzata da Sauter come assistenza per accelerare alcune parti dell’integrazione. È semmai un esempio interessante di come questi strumenti possano diventare utili quando esiste già una grande quantità di software open source costruito e documentato da sviluppatori reali: non inventano il progetto, ma possono aiutare qualcuno a ricombinarne più rapidamente le componenti.
Anche il profilo di Sauter aiuta a capire perché il browser sia così centrale. Non emerge principalmente come ROM hacker Nintendo, ma come developer e imprenditore tedesco legato a Memex.Garden e WorldBrain, progetti dedicati all’organizzazione e alla ricerca della conoscenza sul web. Il suo background è fortemente orientato alle tecnologie browser, in particolare JavaScript e TypeScript. Visto da questa prospettiva, la caratteristica più personale del progetto non è necessariamente il multiplayer in sé, ma la volontà di fondere gioco, comunicazione e accessibilità dentro lo stesso spazio web.
E questa non è nemmeno la prima volta che internet tenta di trasformare Mario 64 in un enorme playground online. Nel 2017 Kaze Emanuar, Melonspeedruns e Marshivolt pubblicarono Super Mario 64 Online, progetto capace di arrivare addirittura a 24 giocatori e di introdurre personaggi come Luigi, Peach, Toad, Wario, Waluigi e Yoshi. Fu accolto con entusiasmo dalla community, ma pochi giorni dopo Nintendo intervenne con richieste DMCA contro diversi video e contro il Patreon di Kaze. Il programma multiplayer continuò comunque a circolare perché tecnicamente separato dalla ROM necessaria al gioco.
Due anni prima era successo qualcosa di simile con una ricostruzione in HD di Bob-omb Battlefield giocabile nel browser, rimossa dopo una richiesta DMCA indirizzata a Cloudflare. Negli anni successivi la community ha continuato comunque a evolvere l’idea attraverso decompilazioni, port nativi, progetti JavaScript e infine sm64coopdx. Guardata nel suo insieme, la storia sembra quasi una forma di selezione naturale digitale: ogni volta che una strada viene interrotta o raggiunge un limite, qualcuno ricostruisce Mario 64 in una maniera diversa.
Anche per questo sarebbe scorretto presentare il progetto del 2026 come “la prima volta che Mario 64 gira nel browser”. Esperimenti precedenti come sm64js avevano già portato il gioco in JavaScript e WebGL, aggiungendo perfino multiplayer online e modalità personalizzate. La novità sta nella combinazione: accesso immediato dal browser, gioco completo, fino a dodici utenti, modalità cooperative e sperimentali, personaggi diversi e audio/video integrati. È l’insieme di queste caratteristiche a rendere il progetto attuale così facilmente condivisibile.
Ed eccoci nuovamente a Luigi. Nel 1996 Nintendo doveva scegliere tra mantenere un secondo personaggio e costruire mondi tridimensionali abbastanza complessi. Trent’anni dopo, nello stesso Super Mario 64, possono comparire Mario, Luigi, Wario, Yoshi, Toad, Donkey Kong e Bowser Jr., insieme a più giocatori online, server, voice chat, webcam e perfino dispositivi mobili. Poche storie raccontano meglio quanto sia cambiata la tecnologia: Nintendo fu costretta a eliminare Luigi per far funzionare il proprio mondo; la community è tornata tre decenni dopo e gli ha portato undici amici.
Rimane naturalmente un enorme punto interrogativo sulla longevità del progetto. Al momento dei materiali disponibili non risulta un intervento specifico di Nintendo contro questa versione, quindi sarebbe scorretto affermare che verrà sicuramente rimossa. I precedenti, però, rendono evidente la fragilità della situazione. Inoltre esiste una differenza importante tra molti repository di decompilazione, che richiedono agli utenti di fornire personalmente una copia del gioco per estrarne gli asset, e una pagina web che rende direttamente disponibile un’esperienza completa. È quindi ragionevole evitare di dare per scontato che il progetto possa rimanere online indefinitamente, senza trasformare questa possibilità in una previsione certa.
La parte più affascinante, alla fine, non è neppure poter giocare Super Mario 64 gratuitamente nel browser. È scoprire che trent’anni di modding hanno riportato il gioco esattamente verso una delle idee che Nintendo dovette abbandonare durante la sua nascita. Mario 64 multiplayer non è un’aggiunta completamente estranea all’originale: è una strada che Nintendo stessa aveva già iniziato a percorrere prima di rendersi conto che l’hardware del 1996 non poteva sostenerla.
Nel 2026 quella limitazione non esiste più.
E apparentemente due giocatori non bastavano nemmeno.











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