Il ritorno di Sleeping Dogs con un secondo capitolo non sarebbe da escludere del tutto, almeno secondo quanto dichiarato da Alastair Cornish, designer che ha lavorato al titolo originale e che in seguito ha ricoperto il ruolo di VP of Design presso Splash Damage. Secondo la sua opinione, un eventuale sequel potrebbe effettivamente vedere la luce, ma solo in presenza di una combinazione di fattori particolarmente favorevoli, una sorta di allineamento di condizioni che al momento appare tutt’altro che scontato.

Per chi non lo ricordasse, Sleeping Dogs debuttò nel 2012 come action adventure open world, pubblicato da Square Enix e sviluppato da United Front Games, riscuotendo un buon successo di critica e pubblico. Un sequel era effettivamente in programma nei piani dello studio, ma venne cancellato agli inizi del 2013, lasciando un vuoto che negli anni successivi si è provato a colmare con Triad Wars, un progetto online ambientato nello stesso universo narrativo, anch’esso però cancellato nel 2015 dopo una fase beta poco convincente.

Cornish ha ammesso apertamente di essere rimasto deluso dalla cancellazione del sequel originale, pur comprendendo perfettamente le motivazioni economiche che avevano portato a quella scelta. Secondo il designer, i costi di sviluppo dipendono in larga misura dalla collocazione geografica dello studio, dalle spese operative quotidiane e dalle condizioni del mercato del lavoro locale. Vancouver, città in cui aveva sede United Front Games, rappresentava all’epoca un contesto particolarmente oneroso e competitivo per chi lavorava nel settore videoludico, un fattore che ha inevitabilmente influito sulle decisioni prese dal publisher.

Guardando a un eventuale ritorno del franchise, Cornish ha sottolineato come un nuovo capitolo dovrebbe necessariamente nascere con un’attenzione quasi maniacale al budget. Molto dipenderebbe dal livello di dettaglio grafico che si desidera raggiungere, dal pubblico a cui rivolgersi e dalla disponibilità di tecnologie in grado di contenere le spese produttive senza sacrificare la qualità complessiva del prodotto. Più che di un miracolo, il designer parla della necessità di un team fortemente motivato e capace di gestire le risorse con grande lucidità, evitando gli sprechi che spesso caratterizzano le produzioni più ambiziose.

Un altro aspetto cruciale riguarda la struttura open world del gioco. Cornish è convinto che un sequel avrebbe senso soltanto se il mondo aperto venisse sfruttato in maniera intelligente, evitando di riempirlo con attività ripetitive o contenuti aggiunti unicamente per gonfiare artificialmente le dimensioni della mappa. Una filosofia che, secondo lui, il settore videoludico starebbe già progressivamente abbandonando, complice una crescente stanchezza dei giocatori nei confronti delle mappe eccessivamente grandi e poco curate nei dettagli.

Sul fronte cinematografico, intanto, la situazione resta altrettanto incerta. Se Donnie Yen aveva già dichiarato tempo fa che l’adattamento annunciato nel 2017 era sostanzialmente naufragato, Simu Liu ha invece manifestato l’intenzione di collaborare con i detentori dei diritti per portare finalmente Sleeping Dogs sul grande schermo, con la speranza dichiarata che un film di successo possa in futuro riaprire anche la strada a un nuovo capitolo videoludico della saga.


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Sleeping Dogs 2 potrebbe ancora succedere? 👀 Un designer del gioco originale non esclude il ritorno, ma servirebbero costi controllati, un team motivato e un open world con uno scopo. #gaming #gamingnews #SleepingDogs #ActionAdventure #casualnerd

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