Dall’idea alla scatola: il lavoro dell’editore di board game
Chi è Mario Sacchi e di cosa si occupa
Mario Sacchi è un editore di giochi da tavolo con oltre vent’anni di esperienza. Vive in provincia di Novara ed è cofondatore di Post Scriptum Games, casa editrice specializzata in giochi da tavolo moderni, affiancata dal marchio Placencia Games. Il suo lavoro copre l’intero ciclo produttivo: dalla selezione dei prototipi alla loro trasformazione in prodotti finiti, passando per sviluppo, produzione, distribuzione e marketing.
Come nasce un gioco da tavolo dal punto di vista di un editore
Il processo parte quasi sempre da autori esterni, che propongono idee e prototipi. Nella maggior parte dei casi le proposte vengono rifiutate, ma quando un progetto convince inizia un lungo lavoro di sviluppo. A seconda del gioco, il percorso può durare da pochi mesi fino a oltre tre anni, come nel caso di produzioni complesse. Alcuni prototipi arrivano già molto maturi, altri richiedono una profonda revisione delle regole e delle meccaniche.
Il ruolo dell’autore e il diritto d’autore nei giochi da tavolo
Nei giochi da tavolo moderni l’autore è sempre indicato sulla scatola, come avviene per i libri. Tuttavia le idee e le meccaniche di gioco non sono tutelabili: non esiste un equivalente della SIAE per i giochi. Sono invece proteggibili marchi, nomi e componenti fisici particolari. Questo rende fondamentale il rapporto di fiducia tra autore ed editore e spiega perché, nella pratica, rubare un’idea non convenga a nessuno.
Come si diventa autore o editore di giochi
Secondo Sacchi, quasi tutti iniziano da appassionati. Si inventa un gioco per gli amici e poi, eventualmente, si prova a fare il salto. Per gli autori, il consiglio è confrontarsi il più possibile con la community, testare i giochi e non temere di mostrare le proprie idee. Per diventare editori, invece, servono molte competenze: sviluppo, amministrazione, logistica, produzione e capacità di lavorare in squadra.
Produzione: materiali, Cina ed Europa
La maggior parte dei giochi complessi viene prodotta in Cina, non solo per motivi di costo ma per le capacità tecniche necessarie a realizzare miniature, componenti in plastica, gomma o meccanismi speciali. I prototipi, invece, vengono spesso realizzati internamente con stampanti 3D. Per giochi più semplici, come quelli di carte, la produzione può avvenire anche in Europa o in Italia.
Giochi grandi e giochi piccoli: tempi e tirature
Le tirature variano molto. I giochi più complessi partono da qualche migliaio di copie, mentre quelli più accessibili possono arrivare a decine di migliaia. Alcuni titoli di Post Scriptum hanno superato le 70.000 copie vendute. Il mercato italiano resta centrale, ma è limitato: il vero bacino di utenza è internazionale, con gli Stati Uniti ancora in testa.
Crowdfunding: opportunità e rischi
Il crowdfunding non è una scorciatoia, ma uno strumento necessario per progetti ambiziosi. Richiede forti investimenti in marketing, materiali promozionali e tempo. Post Scriptum ha finanziato diversi giochi tramite Kickstarter e Gamefound, raggiungendo risultati positivi, ma Sacchi sottolinea come i costi reali siano spesso sottovalutati e come il rischio imprenditoriale resti elevato.
Giochi di carte collezionabili: perché evitarli
Il consiglio è netto: partire da zero con un gioco di carte collezionabili è quasi impossibile. Senza economie di scala, una community competitiva e investimenti enormi, il fallimento è molto probabile. Meglio puntare su giochi standalone o su esperienze digitali, se si hanno le competenze.
Digitale e intelligenza artificiale
Post Scriptum non sviluppa videogiochi, ma utilizza il digitale per test e promuovere i propri titoli tramite piattaforme come Board Game Arena e Tabletop Simulator. L’intelligenza artificiale viene vista come uno strumento di supporto, soprattutto per traduzioni e revisione dei testi, ma non come sostituto creativo di autori o illustratori, anche per ragioni etiche.
Differenze culturali nel modo di giocare
Esistono differenze storiche tra giochi “german” e “american”, ma oggi i confini sono più sfumati. Germania, Francia e Stati Uniti hanno una cultura del gioco da tavolo più radicata rispetto all’Italia, dove persiste lo stigma del gioco come attività infantile. Tuttavia, la situazione sta migliorando, soprattutto tra le nuove generazioni.
Distribuzione e rapporto con i negozi
Post Scriptum lavora principalmente in B2B, affidandosi a distributori nazionali e puntando sui negozi fisici specializzati. Il negoziante viene visto come figura chiave, capace di guidare i giocatori in un mercato sempre più affollato e complesso.
Il futuro del gioco da tavolo
Secondo Sacchi, il gioco sta finalmente venendo sdoganato come forma di intrattenimento per adulti. Resta da superare la paura della complessità: esistono moltissimi giochi semplici e divertenti, e sono spesso il primo passo per avvicinare nuovi giocatori a esperienze più profonde.
Un consiglio finale per chi vuole iniziare
Entrare nella community, confrontarsi, collaborare e lavorare in squadra. Il mondo dei giochi da tavolo in Italia è piccolo ma molto disponibile, e le competenze si costruiscono insieme, più che da soli.










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