Bastano pochi secondi di MythicTale per pensare a Dragon Ball. Capelli esagerati, aura energetica, arti marziali, colpi a distanza e una lega di combattenti da scalare sembrano parlare direttamente la lingua resa popolare dall’opera di Akira Toriyama. Eppure Dragon Ball, ufficialmente, non c’entra. MythicTale è un progetto originale dello studio australiano Studio Genki, che lo presenta come un action RPG anime in 2.5D costruito attorno a combattimento rapido, esplorazione e platforming. La somiglianza è evidente e il pubblico l’ha già fatta notare, ma trasformarla automaticamente nell’etichetta “RPG ispirato a Dragon Ball” significa raccontare solo metà della storia.

MythicTale esiste davvero, è già presente su Steam e viene sviluppato e pubblicato da Studio Genki, ma una delle prime cose da chiarire riguarda proprio il modo in cui è stato raccontato online. Definirlo semplicemente “un RPG ispirato a Dragon Ball” è comprensibile osservandone lo stile, ma non corrisponde alla presentazione ufficiale scelta dagli sviluppatori. Studio Genki parla di anime action RPG, combattimento basato sulle arti marziali, abilità alimentate dall’aura e avventure che recuperano qualcosa delle esperienze portatili classiche. Dragon Ball non viene indicato come riferimento diretto. La parentela visiva può essere evidente agli occhi del pubblico, ma rimane una lettura esterna.

Questa distinzione diventa importante perché MythicTale sembra voler andare oltre l’idea di una semplice arena nella quale personaggi dagli enormi capelli si lanciano onde energetiche. La struttura ufficialmente descritta è quella di un action RPG top-down in 2.5D che combina combattimenti corpo a corpo molto rapidi, tecniche energetiche, esplorazione e sezioni platform. Il team insiste particolarmente sul “player feel”: peso dei colpi, tempismo, movimento e reattività devono essere centrali. Non siamo quindi davanti a un JRPG a turni o alla riproduzione contemporanea di un vecchio RPG anime portatile, ma a qualcosa di decisamente più orientato all’azione.

Dietro al progetto c’è Studio Genki, società australiana che opera anche formalmente come STUDIO GENKI PTY LTD. Il dato interessante, almeno in questa fase, è quanto poco lo studio stia costruendo la comunicazione intorno alle singole persone. Non emergono ancora pubblicamente un game director, un fondatore trasformato nel volto del progetto o una storia personale forte come accade spesso nei piccoli indie. Tutta l’identità comunicativa è concentrata sul marchio Studio Genki e sul gioco stesso. Sappiamo quindi chi sta realizzando MythicTale, ma non abbiamo ancora materiale sufficientemente solido per trasformarne lo sviluppo nella storia di un singolo autore.

In compenso, l’identità creativa del progetto è già piuttosto leggibile. Nei materiali ufficiali ricorrono continuamente concetti come “anime energy”, combattimento basato sull’aura, battaglie contro rivali e movimento rapido all’interno di ambienti 2.5D. Particolarmente interessante è l’attenzione riservata alla leggibilità dell’azione. Studio Genki parla di silhouette molto nette, colori elettrici, scie energetiche e interfacce costruite per rimanere comprensibili anche quando il combattimento diventa veloce. È una scelta che rivela una preoccupazione meno superficiale del semplice “far sembrare tutto un anime”: quando sprite, effetti, attacchi energetici e movimento si sovrappongono, il vero problema diventa permettere al giocatore di capire immediatamente cosa sta succedendo.

Anche il protagonista possiede già una propria identità. Nei materiali denominati Fighter Files viene presentato Genki, un “Energy Striker” caratterizzato dall’Aura Rush e da una personalità costruita intorno all’impulsività e al desiderio di affrontare sempre una nuova sfida. Il nome può sembrare quasi programmatico considerando quello dello studio, ma soprattutto conferma che MythicTale non sta utilizzando personaggi o licenze esterne per sostenere la propria fantasia anime. Esiste già un protagonista originale, un vocabolario interno basato sull’aura e una struttura narrativa propria.

Uno degli elementi centrali è la Super Fighter League. Non sembra essere una semplice cornice utilizzata nel trailer per giustificare una sequenza di combattimenti, ma il vero asse della progressione: l’avventura dovrebbe condurre il giocatore attraverso rivali, boss e sfide sempre più importanti, alternando queste battaglie a città, aree selvagge, segreti e percorsi su più livelli. È inevitabile che l’idea di un torneo di combattenti faccia scattare altri paragoni con Dragon Ball, ma strutturalmente la League sembra servire soprattutto come sistema per dare una direzione leggibile alla progressione dell’action RPG.

Le origini del progetto rimangono invece molto meno documentate. MythicTale è la produzione attualmente presentata da Studio Genki e la sua presenza su Steam risale almeno all’inizio del 2026, mentre già ad aprile lo studio parlava pubblicamente di wishlisting e di priorità di sviluppo come “aura momentum”, esplorazione e platforming. Quello che manca è il tipo di storia che spesso rende memorabile un progetto indipendente: non sappiamo ancora quale sia stata la scintilla iniziale, se esistesse un prototipo precedente o se l’idea sia nata precisamente dalla nostalgia per una determinata epoca dell’animazione e del gaming. Le fonti disponibili descrivono bene ciò che MythicTale vuole diventare, molto meno il motivo personale per cui qualcuno ha deciso di crearlo.

Ed è proprio questo limite a rendere ancora più importante non costruire da soli quella storia riempiendo i vuoti con Dragon Ball. Il confronto è naturale, e lo stesso team ha dovuto affrontarlo pubblicamente quando alcuni utenti hanno sottolineato quanto il character design e l’immaginario ricordassero Toriyama. La risposta attribuita allo studio è stata quella di rivendicare un’art direction ispirata agli anime e influenzata da più opere amate durante l’infanzia, ribadendo però che MythicTale possiede personaggi, ambientazione, storia e linguaggio visivo propri. La posizione è quindi piuttosto chiara: l’influenza anime viene riconosciuta, l’etichetta di ripoff viene respinta.

La formulazione più corretta è allora anche la più semplice: MythicTale richiama fortemente Dragon Ball dal punto di vista visivo, ma Studio Genki lo presenta come un’opera originale ispirata all’animazione giapponese in senso più ampio. È una differenza che può sembrare sottile, ma giornalisticamente cambia molto. Dire che un gioco “sembra Dragon Ball” descrive ciò che vediamo; affermare che “è ispirato a Dragon Ball” attribuisce agli autori un’intenzione creativa precisa che, almeno oggi, non hanno dichiarato.

Sul piano pratico MythicTale è ancora lontano dall’uscita. La pagina Steam indica una data “To be announced” e lo presenta come esperienza single player con supporto completo al controller. Anche questo contribuisce a ridimensionare alcune impressioni date dalle clip: non siamo davanti, almeno per quanto comunicato oggi, a un fighting game competitivo o a un titolo multiplayer costruito intorno alla Super Fighter League. La League appartiene alla struttura dell’avventura single player.

La presenza già strutturata su Steam, con materiali promozionali e canali ufficiali collegati, suggerisce inoltre che Studio Genki stia trattando MythicTale come una produzione commerciale vera e propria e non come un semplice concept condiviso sui social. Non significa che il lancio sia vicino, ma distingue il progetto da tanti prototipi che diventano virali grazie a una GIF e scompaiono poche settimane dopo. Esiste una pipeline di pubblicazione, esiste uno studio formalmente costituito e il progetto viene aggiornato come un prodotto destinato effettivamente al mercato.

È però la combinazione tra combattimento, esplorazione e platforming a suggerire che MythicTale possa avere qualcosa di più interessante da offrire rispetto alla sola somiglianza estetica. I materiali ufficiali parlano di città, wild zones, segreti e percorsi nascosti, inserendo gli scontri all’interno di un mondo che deve essere attraversato. L’obiettivo sembra essere quello di recuperare parte della sensazione delle “classic handheld-era adventures” e reinterpretarla attraverso una presentazione moderna, con pixel art, profondità 2.5D e combattimento molto più dinamico.

Quella formula dice probabilmente più sul progetto di qualsiasi paragone diretto. C’è la nostalgia per l’avventura portatile, ma senza tornare rigidamente ai sistemi di combattimento di trent’anni fa. C’è un’estetica anime immediatamente riconoscibile, ma con personaggi e mondo originali. C’è il torneo, ma attorno esiste anche un mondo da esplorare. E soprattutto c’è un team che sembra voler utilizzare l’energia dell’animazione non soltanto per l’aspetto dei personaggi, ma per costruire velocità, leggibilità e ritmo del gameplay.

Per questo MythicTale rischia quasi di essere penalizzato dalla definizione più facile con cui viene presentato online. “Sembra Dragon Ball” è un ottimo modo per fermare lo scroll, ma è anche un’etichetta che può nascondere ciò che Studio Genki sta effettivamente cercando di costruire.

Al momento sappiamo con certezza che MythicTale è un action RPG anime in 2.5D, sviluppato in Australia, con combattimento marziale, abilità basate sull’aura, esplorazione, platforming e una progressione legata alla Super Fighter League. Sappiamo anche che non possiede ancora una data d’uscita e che il team non lo presenta come un fan game o come un gioco di Dragon Ball.

Quello che ancora manca è forse la parte più interessante: conoscere davvero le persone che lo stanno costruendo e capire perché abbiano scelto proprio questa combinazione di anime, arti marziali e nostalgia portatile. Finché quella storia non emergerà, il progetto dovrà parlare soprattutto attraverso ciò che mostra.

E ciò che mostra fa inevitabilmente pensare a Dragon Ball.

La differenza è che MythicTale adesso deve dimostrare di riuscire a farci pensare anche a MythicTale.

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