Dal miliardo di dollari a Kingdom Hearts IV e alla nuova serie animata.
Per anni Kingdom Hearts è sembrato vivere in una strana sospensione: amatissimo, enorme, ma sempre legato all’attesa del prossimo capitolo. Ora qualcosa sembra essere cambiato. Disney ha ufficialmente inserito la saga tra i suoi franchise videoludici da oltre un miliardo di dollari, ha aggiornato le vendite globali a più di 39 milioni di copie e, nello spazio di pochissimo tempo, ha riacceso contemporaneamente videogiochi, animazione, collection e celebrazioni. Non significa che Disney abbia improvvisamente deciso di trasformare Kingdom Hearts nella sua nuova Marvel. Ma per la prima volta da anni tutti i segnali sembrano andare nella stessa direzione.
Disney non ha appena annunciato il ritorno di Kingdom Hearts. Ha ricordato a tutti quanto vale davvero.
La prima cosa da chiarire è forse anche la più importante: Kingdom Hearts non sta per diventare un franchise da un miliardo di dollari. Per Disney lo è già. Il 13 agosto, all’interno di un documento dedicato alla propria strategia nel settore gaming, la compagnia ha indicato Kingdom Hearts tra nove franchise videoludici capaci di superare il miliardo di dollari di incassi retail. Non è quindi una stima costruita da analisti o una valutazione riportata da qualche insider. È The Walt Disney Company stessa a riconoscere ufficialmente il peso economico della saga.
Nello stesso contesto è stato aggiornato anche il dato relativo alle vendite, che hanno superato i 39 milioni di unità nel mondo. Numeri importanti, soprattutto se consideriamo quanto particolare sia sempre stata la posizione di Kingdom Hearts: una proprietà nata dalla collaborazione tra Square Enix e Disney, capace di far convivere personaggi originali, universi Pixar, icone Disney e una mitologia che negli anni è diventata sempre più autonoma.
Ed è proprio osservando ciò che è successo immediatamente dopo che quel dato assume ancora più significato.
Al D23, Kingdom Hearts IV ha finalmente ottenuto una finestra d’uscita: fine 2027. Il nuovo capitolo arriverà su PlayStation 5, Xbox Series X|S, Nintendo Switch 2 e PC, segnando un approccio molto più apertamente multipiattaforma rispetto a gran parte della storia della serie. Dopo l’annuncio del 2022 e anni di informazioni distribuite con il contagocce, Square Enix e Disney sembrano quindi essere entrate nella vera fase di comunicazione del progetto.
Tetsuya Nomura ha affrontato direttamente anche uno dei pensieri più diffusi nella community: la possibilità di un ulteriore rinvio. Durante il panel ha riconosciuto di aver letto i commenti scettici dei fan e Tai Yasue ha spiegato che il team non si considera semplicemente abbastanza sicuro della finestra scelta, ma completamente convinto di poter rispettare il 2027. Naturalmente nello sviluppo videoludico nulla può essere considerato matematicamente intoccabile, ma la sicurezza mostrata pubblicamente indica soprattutto una cosa: la campagna di Kingdom Hearts IV non sta terminando. Sta cominciando.
Tra le prime vere novità troviamo Coco, confermato come nuovo mondo Disney/Pixar. Sora visiterà la Terra dei Morti e incontrerà Miguel e Héctor, ma la scelta è interessante soprattutto per le motivazioni raccontate da Nomura. Quando il team seleziona una proprietà Disney, non guarda soltanto alla sua popolarità: cerca una sinergia tra universo narrativo e possibilità ludiche. Coco, con la sua relazione tra vita e morte, memoria, identità e legami familiari, sembra quasi progettato per entrare naturalmente nei temi storici di Kingdom Hearts.
Il quarto capitolo, però, sembra voler andare oltre il classico schema “Sora visita mondi Disney”. Durante il panel è stato confermato che Paperino, Pippo e Topolino saranno giocabili mentre cercano informazioni sulla scomparsa di Sora. Questo significa che la separazione tra il protagonista e i suoi compagni non sarà raccontata soltanto attraverso filmati: diventerà parte dell’esperienza interattiva.
La sezione dedicata a Topolino è particolarmente curiosa. Il personaggio viene mostrato all’interno di un universo costruito come se fosse fatto di carta, con un gameplay più orientato ai puzzle e regole differenti rispetto alle sezioni tradizionali di Sora. Topolino può generare copie origami di sé stesso, modificandone dimensione e forma per attraversare fessure, raggiungere nuovi spazi o trasformarle persino in aeroplanini di carta. È un piccolo esempio, ma racconta bene la direzione scelta dal team: non limitarsi ad aumentare la dimensione dei mondi, ma usare alcuni di essi per cambiare direttamente il modo di giocare.
Tornerà anche Malefica, e non sembra destinata a un semplice cameo. Il suo ruolo è stato descritto come significativo, riportando così al centro della narrazione uno dei personaggi Disney più importanti fin dalle origini della serie. Nel frattempo Paperino e Pippo continuano la ricerca di Sora attraverso Ade, mentre il protagonista rimane intrappolato nel Quadratum. Ancora una volta Kingdom Hearts sembra quindi voler sviluppare più linee narrative parallelamente.
Ma probabilmente l’annuncio che cambia maggiormente la percezione del franchise è quello della nuova serie animata.
Disney ha ufficialmente dato il via libera a una produzione televisiva originale dedicata a Kingdom Hearts, destinata a Disney Channel e Disney+. E la distinzione fondamentale è che non sarà semplicemente Kingdom Hearts 1 trasformato in anime. La compagnia parla esplicitamente di una nuova storia pensata per espandere l’universo.
Al momento non sappiamo dove sarà ambientata, chi ne sarà realmente protagonista e soprattutto se entrerà formalmente nella continuity canonica dei videogiochi. Sarebbe quindi prematuro descriverla come un capitolo obbligatorio della lore. Sappiamo però che Tetsuya Nomura e il creative team di Square Enix sono direttamente coinvolti nello sviluppo. Gli artisti impegnati su Kingdom Hearts IV hanno persino realizzato nuovi character design specificamente per la serie animata.
È un dettaglio fondamentale perché dimostra che Disney non sta semplicemente prendendo il marchio e adattandolo autonomamente per la televisione. Il progetto nasce in collaborazione con le persone che definiscono creativamente Kingdom Hearts nei videogiochi.
E, curiosamente, Disney ci aveva già provato più di vent’anni fa.
Dopo l’uscita del primo Kingdom Hearts venne sviluppato nel 2003 un pilot per una possibile serie animata. Il progetto, diretto da Seth Kearsley, arrivò alla realizzazione di un animatic di circa undici minuti ambientato ad Agrabah con Sora, Riku, Paperino e Pippo. La serie non superò mai quella fase e il materiale rimase praticamente perduto per anni, finché Kearsley non ne raccontò pubblicamente la storia e mostrò l’animatic nel 2022.
Nel 2026 Disney torna quindi su un’idea abbandonata ventitré anni prima, questa volta con Square Enix e Nomura direttamente coinvolti.
Parallelamente, Square Enix sta anche rendendo molto più semplice recuperare il passato della saga. L’8 ottobre 2026 arriverà Kingdom Hearts Collection [I~III] su Nintendo Switch 2, PlayStation 5 e Xbox Series X|S, riunendo praticamente tutto il percorso necessario per arrivare preparati al quarto capitolo: le raccolte 1.5 + 2.5 ReMIX, 2.8 Final Chapter Prologue e Kingdom Hearts III con Re Mind.
È una mossa apparentemente commerciale, ma strategicamente molto importante. Kingdom Hearts ha costruito negli anni una delle barriere d’ingresso più famose del gaming. Spiegare a un nuovo giocatore l’ordine tra capitoli numerati, spin-off apparentemente secondari e giochi diventati invece fondamentali per la trama è ormai quasi un meme. Riunire la saga sulle piattaforme moderne proprio mentre Kingdom Hearts IV viene presentato come un nuovo punto d’ingresso significa intervenire contemporaneamente sui due fronti: preservare la continuità per i veterani e ridurre l’attrito per chi vuole iniziare oggi.
Il calendario che si sta formando è quindi significativo. Nel 2026 arriva la collection, parte la nuova campagna promozionale e Disney dedica a Kingdom Hearts uno spazio importante al D23. Nel 2027 la saga compirà venticinque anni e arriverà Kingdom Hearts IV. Nel frattempo è in sviluppo una serie animata originale.
Ed è qui che il dato del miliardo di dollari torna interessante.
Non significa che Disney investirà un miliardo di dollari in Kingdom Hearts. Una dichiarazione del genere non esiste. Ma il contesto in cui Disney ha scelto di comunicare quel dato racconta molto della strategia generale della compagnia. Il gaming viene ormai presentato come uno dei settori attraverso cui creare nuove storie e soprattutto nuovi punti di accesso alle proprietà Disney, con un’attenzione particolare alle generazioni più giovani.
E Kingdom Hearts, paradossalmente, faceva già tutto questo nel 2002.
Non era il videogioco di Hercules, Aladdin o Frozen. Era una storia originale costruita direttamente per il medium interattivo, dentro la quale personaggi e mondi Disney entravano continuamente diventando parte di qualcosa di nuovo. La lettura strategica, quindi, è inevitabile: Kingdom Hearts assomiglia moltissimo al tipo di proprietà videoludica che Disney oggi dichiara di voler valorizzare.
Non è una dichiarazione ufficiale secondo cui Kingdom Hearts diventerà il centro della nuova strategia Disney Games. È un’interpretazione. Ma la sequenza degli eventi è difficile da ignorare: Disney presenta il proprio futuro nel gaming, identifica Kingdom Hearts come franchise da oltre un miliardo di dollari e subito dopo gli dedica nuovi annunci, un panel celebrativo, Kingdom Hearts IV e una serie televisiva originale.
Anche il coinvolgimento al D23 racconta qualcosa. Non si è trattato di un semplice trailer inserito in mezzo ad altri giochi. Kingdom Hearts ha ricevuto un vero approfondimento con Nomura, Tai Yasue, rappresentanti Disney e Pixar Games e persino le voci storiche di Sora e Riku. Haley Joel Osment e David Gallagher hanno ricreato dal vivo una scena dei due personaggi, mentre Miyu Irino ha partecipato con un messaggio dedicato.
È una forma di celebrazione che tratta Kingdom Hearts come parte della storia Disney, non semplicemente come una collaborazione esterna con Square Enix.
E questo porta probabilmente alla domanda più importante.
Kingdom Hearts sta diventando un franchise multimediale?
È ancora presto per dirlo. Non sono stati annunciati film, attrazioni nei parchi o una valanga di produzioni parallele. Ma la serie animata rompe comunque una barriera importante: per la prima volta una grande storia originale di Kingdom Hearts nascerà direttamente fuori dal videogioco all’interno di una produzione Disney.
Se funzionerà, Sora avrà dimostrato di poter vivere anche lontano dalla console.
Ed economicamente, per una compagnia come Disney, questa possibilità vale moltissimo.
Il rischio esiste ed è evidente. Più Kingdom Hearts si espande, più una lore già enorme potrebbe diventare ancora più difficile da seguire. L’ironia sarebbe arrivare tra qualche anno a spiegare che, per comprendere Kingdom Hearts V, bisogna conoscere anche un episodio specifico della serie animata. Al momento non c’è alcuna indicazione che questo accadrà e non sappiamo neppure se l’anime sarà canonico, ma chi conosce la storia della saga sa perfettamente perché una battuta del genere faccia già paura.
La cosa più interessante, però, è che Disney sembra finalmente aver riconosciuto quanto questa proprietà sia particolare.
Kingdom Hearts può eventualmente dirigersi verso la conclusione della storia che Nomura vuole raccontare senza che questo significhi la conclusione del franchise. Sono due concetti completamente differenti. Lo stesso Nomura ha definito la saga il lavoro della propria vita e, pur avendo discusso in passato della necessità di pensare a una conclusione narrativa, oggi parla contemporaneamente del venticinquesimo anniversario e inizia persino a immaginare il trentesimo.
Forse quindi la vera notizia emersa dal D23 non è semplicemente che Kingdom Hearts IV uscirà nel 2027.
È che Kingdom Hearts sembra essere passato da “saga di cui aspettiamo disperatamente il prossimo gioco” a qualcosa che Disney vuole nuovamente mantenere vivo su più fronti contemporaneamente.
Non sappiamo ancora quanto lontano arriverà questa strategia.
Ma per la prima volta da parecchio tempo tutti i segnali indicano la stessa cosa:
Disney non sta trattando Kingdom Hearts soltanto come un gioco che deve tornare.
Lo sta trattando come un franchise che può tornare a crescere.











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