Un indie ambizioso tra PvE, PvP e scelte meritocratiche.
Quando si parla di MMORPG indie, la promessa è spesso la stessa: niente pay-to-win, più attenzione al gameplay, maggiore rispetto per il giocatore. Kingdom Duels prova a trasformare questa promessa in una visione concreta, strutturata e coerente fin dalle sue fondamenta. Il progetto nasce dalla mente di Edoardo Franda, sviluppatore indie italiano, e si inserisce in un immaginario dark fantasy ambientato in un futuro post-apocalittico dove magia e tecnologia si sono fuse nel caos. Non è un mondo che ti prende per mano, ma uno spazio ostile che chiede impegno, lettura delle situazioni e scelte consapevoli. Ed è proprio qui che Kingdom Duels prova a distinguersi.
Un mondo crudele, tre classi feroci e un solo principio: contano solo le tue scelte.
Kingdom Duels è pensato come un MMORPG online competitivo e punitivo, ma sempre leggibile. L’idea alla base è semplice quanto radicale: eliminare ogni scorciatoia artificiale e lasciare che siano le decisioni del giocatore a determinare il risultato. La progressione è legata esclusivamente al livello del personaggio, alla qualità dell’equipaggiamento, alla distribuzione delle statistiche e alla capacità reale di affrontare sia il PvE che il PvP. Non esistono bonus acquistabili, accelerazioni nascoste o sistemi pensati per aggirare il gameplay.
Il mondo di gioco riflette questa filosofia. L’ambientazione racconta un futuro decaduto in cui l’umanità sopravvive tra rovine, creature mutate e antiche entità riemerse. La narrazione non viene mai imposta con una storia lineare che interrompe l’azione, ma emerge attraverso l’esplorazione, gli eventi dinamici, i mostri leggendari e gli oggetti unici. È una storia che si percepisce più che si ascolta, lasciando al giocatore il compito di ricostruirla.
Le tre classi disponibili — Cavaliere Oscuro, Stregone e Cacciatore — coprono ruoli distinti ma seguono una filosofia comune: nessuna mobilità estrema, nessun vantaggio artificiale. Il combattimento è diretto, faccia a faccia, basato su statistiche, build e abilità manuale. Questa scelta influenza profondamente anche il PvP, che punta a scontri brevi e intensi, dove ogni errore pesa e ogni decisione è leggibile.
Il sistema di combattimento rinuncia a cooldown tradizionali e mana, considerati inutili agli alti livelli. Le abilità sono utilizzabili liberamente, ma con limiti strutturali chiari: una velocità d’attacco massima e animazioni sempre comprensibili. Anche sul piano visivo, Kingdom Duels evita l’eccesso. Gli effetti sono scuri, contenuti, coerenti con l’estetica del mondo, senza esplosioni o colori saturi che coprano l’azione.
Il PvE è centrale e indispensabile. Serve per crescere, ottenere equipaggiamento e prepararsi al PvP. Nel mondo compaiono entità leggendarie che richiedono cooperazione tra giocatori e che possono trasformarsi rapidamente in catalizzatori di conflitti tra gilde. Dopo aver collaborato per abbattere un boss, nulla impedisce il tradimento e lo scontro per il bottino, rafforzando un’idea di mondo vivo, instabile e competitivo.
Dietro tutto questo c’è una visione molto chiara. Edoardo Franda ci ha raccontato durante l’intervista come Kingdom Duels sia oggi un progetto strutturato attorno al suo ruolo di headline designer, autore e investitore, supportato da un team di sviluppo che lavora seguendo direttive precise e condivise. Ogni scelta deve rispettare l’identità del gioco, senza compromessi che ne snaturino l’equilibrio.
Il prossimo passo sarà il rilascio di una demo giocabile, previsto indicativamente per il 25 dicembre 2025 o l’inizio del 2026. Non sarà una versione completa: molte meccaniche resteranno escluse, ma il cuore dell’esperienza sarà già presente. L’obiettivo è mostrare cosa Kingdom Duels vuole diventare, non tutto ciò che sarà. Subito dopo, partirà un crowdfunding, pensato per aumentare la portata e il valore del progetto, coinvolgendo direttamente la community nella sua crescita.
Kingdom Duels non promette scorciatoie, ma un percorso chiaro. E per chi cerca un MMORPG che rimetta al centro skill, merito e responsabilità del giocatore, è un progetto da tenere d’occhio.











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