L’anime che trasforma internet in un mondo infestato
Cosa succede ai nostri profili social quando smettiamo di esistere? Dead Account parte da una domanda inquietante e tremendamente attuale, trasformandola in un anime che mescola azione soprannaturale e paranoia digitale. In un’epoca in cui la nostra identità vive online tanto quanto nel mondo reale, questa serie porta all’estremo il concetto di traccia digitale, immaginando un futuro in cui gli account dei defunti non scompaiono, ma tornano a perseguitare i vivi. Debuttato il 10 gennaio 2026, Dead Account si inserisce perfettamente nel filone di anime che sanno leggere le paure moderne e trasformarle in puro intrattenimento nerd.
E se il tuo ultimo accesso online non fosse davvero… l’ultimo?
Dead Account è una nuova serie anime supernatural action basata sull’omonimo manga di Shizumu Watanabe e racconta un mondo in cui la morte non segna la fine della presenza online di una persona. Al contrario, i profili social dei defunti possono trasformarsi in veri e propri fantasmi digitali, entità capaci di infestare la rete e, nei casi peggiori, di manifestarsi anche nel mondo reale. Un’idea semplice, ma potentissima, che colpisce dritto al cuore delle ansie contemporanee legate a internet, alla memoria e all’identità.
Il protagonista della storia è Soji Enishiro, un adolescente che vive di streaming e provocazioni online. I suoi contenuti sono spesso sopra le righe, ma dietro quella facciata c’è una motivazione concreta: guadagnare abbastanza denaro per aiutare la sorella. La sua vita cambia drasticamente quando viene attaccato da uno spirito digitale nato da un account di un defunto. Questo incontro traumatico risveglia in lui poteri soprannaturali latenti, trascinandolo in un conflitto molto più grande di quanto potesse immaginare.
Dopo l’attacco, Soji viene reclutato nella Miden Academy, una scuola speciale in cui vengono addestrati giovani esorcisti digitali. Qui, gli studenti imparano a combattere i fantasmi tecnologici, entità che rappresentano il lato più oscuro del legame tra esseri umani e social media. L’idea di un’accademia che unisce rituali esorcistici e tecnologia moderna è uno degli elementi più affascinanti dell’anime, capace di fondere tradizione e futuro in modo sorprendentemente coerente.
Dal punto di vista produttivo, Dead Account è realizzato dallo studio SynergySP e va in onda ogni sabato in Giappone all’interno del blocco IMAnimation su TV Asahi. Anche il cast vocale contribuisce a dare peso al progetto, con Nobuhiko Okamoto che presta la voce a Soji, Koki Uchiyama nel ruolo di Kukuru e Fairouz Ai nei panni di Kiyomi, nomi molto amati dai fan degli anime action e supernatural.
Ciò che rende Dead Account davvero interessante non è solo l’azione o l’estetica cupa, ma il modo in cui riflette sul nostro rapporto con il digitale. L’anime esplora cosa significa lasciare tracce online, cosa succede quando queste tracce diventano incontrollabili e come il confine tra vita, morte e rete sia sempre più sottile. È una storia che intrattiene, ma allo stesso tempo fa riflettere, sfruttando l’horror soprannaturale per raccontare una paura estremamente reale.
Se ami gli anime che sanno essere moderni, inquietanti e concettualmente forti, Dead Account è una serie che merita decisamente un posto nella tua watchlist.










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