Ci sono sviluppatori che, dopo aver trovato una formula vincente, preferiscono continuare a ripeterla. E poi ci sono quelli che scelgono di rimettersi in discussione. È esattamente ciò che sta facendo Moi Rai Games con Aethermancer, il nuovo progetto dello studio che ha conquistato migliaia di giocatori grazie a Monster Sanctuary.

Dietro questo nuovo monster tamer si nasconde una storia fatta di passione, lavoro serale, rischio e una lunga carriera nell’industria videoludica. Una storia che parte molto prima di Monster Sanctuary e che porta il nome di Denis Sinner.

Quando si parla di Monster Sanctuary, molti pensano immediatamente al particolare mix tra Pokémon e Metroidvania che ha reso celebre il gioco. In pochi però conoscono il percorso del suo autore.

Denis Sinner programma videogiochi fin dai primi anni Duemila. Ancora studente, aveva già iniziato a sperimentare con lo sviluppo software e, col tempo, quella passione si è trasformata in una professione vera e propria. Negli anni ha lavorato all’interno dell’industria su progetti importanti, collaborando anche con serie storiche come Might & Magic e Tropico.

Nonostante questo, continuava ad avere un sogno personale.

Creare qualcosa di completamente suo.

Così, dopo le normali giornate di lavoro, iniziava una seconda routine fatta di serate, weekend e tempo libero dedicato allo sviluppo di un progetto indipendente. Quello che all’inizio sembrava un semplice hobby sarebbe poi diventato Monster Sanctuary.

La particolarità del progetto era evidente già dalle sue fondamenta. Denis Sinner inizialmente voleva realizzare un classico monster tamer, ma si rese conto molto rapidamente che una struttura tradizionale avrebbe richiesto una quantità enorme di asset, animazioni e lavoro artistico. Invece di abbandonare l’idea, decise di reinventarla.

Nacque così la struttura in stile Metroidvania che avrebbe reso Monster Sanctuary così riconoscibile. L’esplorazione laterale, le abilità ambientali dei mostri e la progressione tipica dei giochi d’avventura permisero al progetto di distinguersi all’interno di un genere ormai dominato da formule consolidate.

Dal successo di quel titolo nacque ufficialmente Moi Rai Games, uno studio indipendente con una filosofia molto precisa: niente crunch e nessuna corsa contro il tempo. Il motto del team è semplice quanto raro nell’industria moderna: “It’s done when it’s done”.

Proprio per questo motivo molti si aspettavano che il passo successivo fosse Monster Sanctuary 2.

Invece è successo l’opposto.

Lo stesso team ha raccontato di aver avuto paura nel prendere questa decisione. Cambiare formula dopo aver costruito una community fedele rappresenta sempre un rischio. Continuare con la stessa serie sarebbe stato più sicuro, ma avrebbe significato rinunciare alla voglia di sperimentare.

Ed è qui che nasce Aethermancer.

Il nuovo progetto abbandona l’universo di Monster Sanctuary per costruire una nuova ambientazione, nuovi personaggi e una nuova mitologia. Ma soprattutto cambia struttura, scegliendo di abbracciare elementi roguelite che rendono ogni spedizione diversa dalla precedente.

La vera curiosità riguarda però le ispirazioni.

Molti giocatori hanno immediatamente notato somiglianze con alcuni monster tamer storici che negli anni sono rimasti un po’ nell’ombra. Tra questi spicca Jade Cocoon, titolo PlayStation diventato un piccolo cult grazie al suo sistema di fusione delle creature. Anche serie come Dragon Quest Monsters e Shin Megami Tensei sembrano aver influenzato il progetto.

L’obiettivo di Aethermancer non è semplicemente collezionare mostri, ma modificarli, combinarli e adattarli continuamente alla propria strategia. Ogni partita diventa una costruzione costante della squadra, in cui le creature evolvono e cambiano insieme al giocatore.

È una filosofia molto diversa da quella dei classici monster collector moderni, ma che richiama una certa scuola di design giapponese ormai sempre più rara.

Ed è forse proprio questo il filo conduttore della carriera di Denis Sinner.

Prima Monster Sanctuary aveva preso il concetto di Pokémon e lo aveva fuso con la struttura dei Metroidvania.

Adesso Aethermancer sembra voler recuperare lo spirito dei vecchi monster tamer dimenticati, reinterpretandolo attraverso una struttura roguelite moderna.

In un’epoca in cui molti studi cercano la sicurezza, Moi Rai Games ha scelto ancora una volta di rischiare.

La stessa scelta fatta anni fa, quando Monster Sanctuary era soltanto un progetto sviluppato la sera dopo il lavoro.

E forse è proprio questa libertà creativa ad aver trasformato un piccolo team indipendente in uno dei nomi più interessanti del panorama monster tamer moderno.
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